Home > Approfondimenti

Ventilazione meccanica controllata: cosa è e come funziona

 

clean air.jpg

                                                                                                        

I sistemi di ventilazione meccanica  controllata (VMC) sono impianti che consentono di gestire il ricambio dell'aria di un ambiente con l'esterno. Questo avviene senza l'apertura di finestre o porte, ma tramite condotte di ventilazione forzata, collegate con gli ambienti interni da aspiratori (per la rimozione dell'aria viziata o inquinata) e da diffusori (per l'immissione di aria nuova).

La ventilazione degli ambienti ha un ruolo fondamentale per il mantenimento di salubri e adeguati livelli di qualità dell’aria interna agli ambienti, è quindi destinata ad assumere un ruolo importante nell’impiantistica.

Gli edifici diventano progressivamente sempre più sigillati (che in genere riducono a valori quasi nulli le infiltrazioni naturali di ventilazione) per conseguire risultati performanti in termini di efficienza energetica, e quindi diventa indispensabile dotarli di sistemi di ventilazione meccanica.

La ventilazione riveste un ruolo fondamentale per il mantenimento di adeguati valori di Air Indoor Quality; il problema della qualità dell’aria negli ambienti interni ha infatti implicite ripercussioni nell’aspetto socio-sanitario.

 In tutti i comuni ambienti di vita si ha la presenza di molteplici agenti inquinanti nocivi per la salute degli occupanti, quali:

- l’aria esterna: inquinanti esterni (monossido di carbonio, particolati, pollini, insetticidi…);

- il materiale da costruzione e finiture: fibre di vetro, polveri di legno, amianto, vernici….;

- prodotti per l’igiene: detergenti per la pulizia possono emettere sostanze chimiche nocive;

- suolo circostante: gas radon o umidità;

- gli occupanti: persone e animali producono biossido di carbonio, odori, umidità e peli di animali;

- l’umidità contenuta nell’aria: se in tasso maggiore a quello di normale condizione, può generare condensazioni sulle strutture interne dell’edificio con conseguente proliferazione di muffe e batteri (diffusione per aerodispersione).

 

 Le tecniche

    ventilaz mecc contr.jpg                                 

I sistemi di ventilazione per gli edifici residenziali si suddividono in:

 

1) Ventilazione naturale:

attraverso forze naturali causate dal vento e dalla differenza di temperatura esistente tra area interna ed esterna, che dà luogo all’entrata dell’aria esterna nelle aree interne in funzione della permeabilità delle superfici di confine (aperture apposite previste, porte, finestre, fessure). Nella ventilazione naturale non è previsto alcun tipo di controllo dei flussi di aria e alcun trattamento dell’aria immessa nell’ambiente (nei contesti urbani l’aria contiene molte quantità di particolato).

 

2) Ventilazione meccanica:

attraverso immissione e/o estrazione dell’aria mediante l’uso di apparecchi ventilatori. E’ considerata una tecnica di aerazione di tipo attivo che racchiude le tecnologie impiantistiche necessarie alle azioni di ricambio dell’aria negli ambienti residenziali e prevede la presenza di ventilatori e, a seconda dei casi, di condotti per il trasporto dell’aria, griglie e diffusori.

Le tipologie di ventilazione meccanica sono del tipo:

            - a semplice estrazione

            - a doppio flusso bilanciato

 

Nella tipologia “a semplice estrazione” si ha:

- la presenza di un ventilatore di estrazione dell’aria che genera una pressione negativa all’interno dell’edificio rispetto all’ambiente esterno;

- l’aria di ventilazione viene prelevata dall’ambiente esterno attraverso fessure dell’edificio o attraverso delle griglie di transito poste su parti perimetrali dell’edificio attestate su ambiente esterno.

Si tratta quindi di un sistema meno complesso ed inoltre eventuali vapori o inquinanti prodotti localmente all’interno delle unità abitative possono essere trasportati in altre parti della stessa unità abitativa conseguentemente all’instaurarsi di gradienti di pressione differenziati.

 

Nella tipologia “sistema a doppio flusso bilanciato” si ha:

- due reti aerauliche servite da ventilatori dedicati, la cui funzione è quella di aspirare l’aria dall’ambiente interno per poi espellerla in ambiente esterno (1° flusso), e simultaneamente prelevare l’aria dall’ambiente esterno per poi immetterla in ambiente interno (2° flusso).

Con tale sistema si ha il vantaggio di poter garantire il mantenimento di pressioni neutre all’interno dell’edificio evitando quindi eventuali problematiche di infiltrazioni incontrollate di aria esterna.

In base alle possibili configurazioni, questi impianti consento di effettuare dei trattamenti termici e di filtrazione dell’aria immessa in ambiente interno che, unitamente ad altre apparecchiature quali pannelli radianti o ventilconvettori, possono costituire una modalità tecnica per la climatizzazione estiva e il controllo dell’umidità.

 

L’aria prelevata dall’ambiente esterno deve essere trattata termicamente, sia nel periodo invernale che estivo, attraverso i terminali interni di impianto o attraverso dei sistemi di trattamento dell’aria a bordo delle unità di ventilazione.

E’ chiaro che la ventilazione degli ambienti rappresenta una richiesta energetica aggiuntiva, indipendentemente dalla tipologia di sistema installata.

Per migliorare l’efficienza energetica dei sistemi di ventilazione meccanica a doppio flusso, è possibile prevedere l’impiego di RECUPERATORI DI CALORE di tipo statico o di tipo termodinamico. 

   recuperatori calore.jpg  

                               

Qual è la differenza?

 

I recuperatori di tipo statico sono costituiti da scambiatori alettati del tipo aria/aria in cui il flusso di aria espulso cede parte del proprio contenuto termico al flusso aspirato dall’ambiente esterno e che verrà successivamente immesso in ambiente esterno. 

I recuperatori di tipo termodinamico  prevedono l’impiego di una pompa del tipo aria/aria che utilizza come sorgente termica l’aria espulsa dall’ambiente interno; l’energia termica o frigorifera prodotta dalla pompa di calore viene ceduta a sua volta al flusso di aria esterna di immissione.

In termini di risparmio energetico i sistemi di recupero calore hanno una maggiore efficienza quanto maggiore è la differenza di temperatura tra flusso immesso e flusso di aria espulso.

 

Uno dei maggiori vantaggi derivanti dalla realizzazione di sistemi di ventilazione meccanica è rappresentato dal controllo delle portate di rinnovo dell’aria, mediante tecnologie semplici ed economiche: le portate possono essere costanti o regolate durante il funzionamento attraverso diversi tipi di sensori (come ad esempio la presenza di persone, umidità relativa..). Queste considerazioni permettono di ridurre considerevolmente il fabbisogno energetico in base all’effettiva richiesta.

 

Inoltre il calcolo della corretta portata di ventilazione, e quindi dei componenti dell’impianto, è di fondamentale importanza per raggiungere un compromesso tra adeguata qualità dell’aria dell’ambiente interno e fabbisogno di energia termica ed elettrica richiesta dal sistema di ventilazione meccanica.

 

 

Impianti Solari Termici: come mantenerli efficienti

 

pannelli-1.jpg

 

Per mantenere sempre efficiente un impianto solare termico, e far si che dia la massima resa, occorre utilizzare un fluido termovettore in grado di sopportare i picchi termici sia d’estate sia d’inverno, nonché prodotti che proteggano e in alcuni casi risanino l’impianto laddove si siano formate morchie.

 

 

Negli impianti solari termici circola un fluido termovettore composto da una miscela di glicole propilenico speciale in grado di sopportare temperature molto elevate che il fluido raggiunge nelle ore più calde della giornata, ma che non deve neanche gelare nei periodi invernali. Esistono sul mercato molti tipi di fluidi termo vettori, tuttavia solamente alcuni sono in grado di resistere senza degradarsi (formare morchie) a lungo alle temperature molto elevate (anche oltre 250°C) che si verificano per più ore al giorno.

                                        

 

Protezione e resa degli impianti solari

 

Se il fluido termovettore non è di ottima qualità, si formano morchie che si depositano nelle tubazioni e nei pannelli riducendo lo scambio termico, ostacolando parzialmente o totalmente la circolazione del fluido, con il risultato che la resa si riduce o diventa insufficiente. Nei mesi invernali il problema si inverte, poiché si presenta il problema del gelo che bloccherebbe la circolazione e danneggerebbe le tubature, i condotti nei pannelli, il valvolame ecc…

 

Qualora il fluido termovettore non fosse di elevata qualità esiste solamente una soluzione: svuotare l’impianto, eliminare il fluido e riempire l’impianto con un prodotto di qualità in grado di garantire la perfetta protezione dell’impianto sia d’estate sia d’inverno.

 

Inoltre la base del fluido termovettore dovrebbe sempre essere del tipo propilenico additivata con speciali condizionanti e inibitori in grado di conferire anche nel tempo al fluido un’elevata qualità. Va possibilmente evitato l’utilizzo di un fluido termovettore a base etilenica poiché è tossico e quindi se ne sconsiglia l’utilizzo per motivi di sicurezza.

 

Per quanto riguarda la formazione delle morchie, la miglior soluzione è proteggere l’impianto solare preventivamente con prodotti idonei; tuttavia qualora si fossero già formate, le stesse possono essere eliminate e l’impianto deve essere pulito con uno speciale prodotto in grado di scioglierle rapidamente ripristinando la corretta circolazione e il regolare funzionamento dell’impianto.

 

Nuovi prodotti per gli impianti solari

 

Sono disponibili nuovi prodotti conformi alle leggi sui prodotti chimici, classificati non pericolosi per l’uomo e per l’ambiente, che corrispondono nel contempo alle prescrizioni del regolamento Reach e CLP.

 

 

 

 

 

ETICHETTA ENERGETICA DAL 26 SETTEMBRE 2015

 

 

  etichette-energetiche.jpg                                                                                                                               

Dal 26 settembre 2015 l’etichetta energetica viene introdotta anche per i generatori di calore per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria; diventerà quindi un marchio di qualità per gli impianti.

 

Attraverso l'etichetta di efficienza energetica si garantisce al consumatore che il prodotto, o il sistema, soddisfa precisi standard in termini di efficienza energetica ed emissioni definiti dalla direttiva ErP.

Il consumatore potrà così valutare facilmente il livello di efficienza di un prodotto, e di confrontare tra loro le diverse soluzioni, anche se utilizzano tecnologie diverse.

 

E’ prevista inoltre la creazione di un’etichetta di sistema, che certifica la classe energetica dell’impianto realizzato con più dispositivi, come è il caso di un impianto di riscaldamento.

                                          

 L’entrata in vigore delle disposizioni è differita nel tempo: a partire dal 26/09/2015 fino al 26/09/2018.

 

Con il Regolamenti UE 813/2013 e 814/2013 sono state pubblicate le specifiche per la progettazione ecocompatibile di apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, degli apparecchi di riscaldamento misti, per gli scaldacqua e per i serbatoi per l’acqua calda. 

Tali Regolamenti riguardano l’applicazione della Direttiva n 2009/125/CE che ha l’obiettivo di istituire un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione dei prodotti connessi all’energia.

Per la prima volta è stato introdotto il concetto di progettazione ecocompatibile inteso come l’integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione del prodotto allo scopo di migliorare le sue prestazioni e contemporaneamente ridurre l’eventuale impatto negativo sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita. 

Verranno regolamentati i requisiti di eco-design di tutti i prodotti che utilizzano energia commercializzati nell’area dell’Unione Europea.
Rientrano tra questi anche i prodotti destinati al riscaldamento e alla produzione di acqua calda sanitaria, per i quali vengono stabiliti requisiti minimi in termini di:
- efficienza energetica (rendimento stagionale per il riscaldamento e rendimento per la produzione di ACS)
- emissioni (valori di NOx)
- rumorosità, nel caso ad esempio delle pompe di calore.

 

L’Etichettatura Energetica, di cui alla Direttiva 2010/30/UE, introduce l’obbligo di indicare i consumi energetici dei prodotti connessi all'energia, attraverso l’etichetta e i dati tecnici. L'etichetta energetica dovrà evidenziare la classe di efficienza dei dispositivi in una scala da A++ a G.

 

L’effetto combinato delle disposizione di questi regolamenti porterà ad una riduzione delle emissioni di gas serra e ad un risparmio energetico entro il 2020.

 

 

 

 

 

Tecnologie per la Produzione Energetica da Fonti Rinnovabili:

 - QUALI SONO?

 - QUALI GLI OBBLIGHI NORMATIVI? 

 news_51967_Energie_Rinnovabili.jpg 

 

Le disposizione legislative stabiliscono degli obblighi sia nel caso di edifici nuovi sia nel caso di ristrutturazioni rilevanti (quota complessiva di energie rinnovabili pari al 20% entro il 2020); tali disposizioni sono contenute nella direttiva comunitaria n. 2009/28/CE che è stata recepita nella legislazione nazionale con Dlgs n 28/2011.

 

ALIQUOTE DA FONTI RINNOVABILI

Il provvedimento stabilisce specifiche aliquote di produzione energetica da fonti rinnovabili per gli edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione. Un edificio esistente è sottoposto a ristrutturazione importante quando i lavori in qualunque modo denominati insistono su oltre il 25% della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono, e consistono, a titolo esemplificativo, nel rifacimento di pareti esterne, intonaci esterni, tetto, impermeabilizzazione delle coperture ecc…

 

Gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria e delle seguenti percentuali della somma dei consumi energetici previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento:                 

a)      il 20% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 31/05/2012 al 31/12/2013;

b)      il 35% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 01/01/2014 al 31/12/2016;

c)      il 50% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 01/01/2017.

I suddetti obblighi non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producono esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.

Nel caso di edifici nuovi o in ristrutturazione, la potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che devono essere obbligatoriamente installati sopra o all’interno dell’edificio o nelle relative pertinenze, misurata in kW, è calcolata secondo la seguente formula: P = S/K; dove S è la superficie in pianta dell’edificio al livello del terreno, misurata in metri quadri, e K è un coefficiente (mq/kW) che assume i seguenti valori:

 

d)      K = 80, quando la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 31/05/2012 al 31/12/2013;

e)      K = 65, quando la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 01/01/2014 al 31/12/2016;

f)       K = 50, quando la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 01/01/2017.

 

 

ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

Il termine “energia da fonti rinnovabili” viene definito dall’art 2, comma 1, lettera a, del Dlgs 28/2011) come:

energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas”.

 

Le opzioni sono diverse e vanno valutate in base alle condizioni climatiche dove si realizzano gli interventi; si posso quindi valutare, in linea generale, oltre al fotovoltaico e al solare termico anche:

- solare termodinamico;

- termo fotovoltaico;

- caldaie a biomassa;

- cogenerazione da biomassa;

- sistemi geotermici a calore endogeno o a bassa entalpia;

- micro-eolico;

- pompe di calore a gas;

- pompe di calore elettriche.

 

E’ necessario valutare le tecnologie in modo da soddisfare le disposizioni legislative al minore costo per realizzare un nuovo edificio, o una ristrutturazione, a “energia quasi zero” come la direttiva comunitaria n 2012/27/UE richiede dal 31/12/2020.

Per gli edifici occupati, o di proprietà, di enti pubblici tale obbligo entrerà in vigore dal 31/12/2018 salvo disposizioni regionali più restrittive.

 

 

 

 

I vantaggi degli Impianti di Trattamento Acqua 

 

 

 

addolcitori.jpg 

L'acqua dei nostri impianti, destinata al consumo umano, può necessitare di uno o più trattamenti indipendentemente dalle origini delle fonti di approvvigionamento e dalle caratteristiche dell'acqua.

 

Anche per l'acqua con caratteristiche potabili ed idonee al consumo umano, possono essere utili e necessari alcuni trattamenti.

 

 

Quali sono i vantaggi dell’addolcimento?  

 

  • migliorare le caratteristiche per gli usi domestici, civili od industriali;

 

  • migliore qualità dell’acqua da bere;

 

  • minor uso di detersivi, ammorbidenti e shampoo; biancheria più morbida e capelli più voluminosi;          
  • si evitano corrosioni, incrostazioni o depositi negli impianti che fanno da isolante termico;

 

  • si elimina il calcare, responsabile di tutti i problemi di intasamento e incrostazioni della caldaia, boiler, lavatrice, lavastoviglie, tubazioni e delle macchie dello stesso calcare nelle docce, sui sanitari e rubinetterie. La formazione di depositi di calcare provoca notevoli inconvenienti non soltanto in casa, ma anche nei locali commerciali che usano acqua come alberghi, ristoranti, bar, parrucchieri, lavanderie, industrie; ne consegue che queste attività traggono enormi benefici dall’uso di un addolcitore per il trattamento dell’acqua;

 

  • si eliminano costose manutenzioni agli impianti;

 

  • si risparmia gas ed energia elettrica grazie alla mancanza di incrostazioni calcaree che fanno da isolante termico; i costi di conduzione di un impianto privo di trattamento dell’acqua sono spesso tre volte superiori a quelli che effettuano trattamenti preventivi;

 

  • maggior efficienza e durata di caldaie, scaldabagni, lavatrici, lavastoviglie, che non vengono danneggiati dal calcare; prestazioni più elevate degli impianti acqua calda e riscaldamento; gli impianti stessi e anche gli elettrodomestici rimarranno come nuovi per più tempo.

 

Trattare l’acqua è OBBLIGATORIO come da normative DPR 59/09, Norme Uni 8065 e previsto dal Nuovo Libretto di Impianto Dm 10/02/2014 (vedasi la sezione normativa del presente sito).

 

Lo impongono oramai anche tutti i produttori di impianti, come caldaie, pannelli radianti ecc..: se non si rispettano le indicazioni dei produttori decade la garanzia degli impianti

 

 

 

 

 

 

L’importanza della pulizia del climatizzatore sia Residenziale che Industriale

 

 

 pulizia filtri.jpg

 

Pulire regolarmente i filtri del condizionatore della propria casa, uffici, bar, ristoranti, negozi, reparti industriali ecc…  è importante per eliminare batteri e muffe che si sviluppano regolarmente a causa dello sporco e della polvere.

 

A tale scopo esistono specifici prodotti (in schiuma spray o liquidi) che detergono, igienizzano e sanificano i condizionatori; questi prodotti svolgono un’efficace azione batteriostatica inibendone la proliferazione.                

 

Per mantenere nel tempo un’efficace azione di prevenzione contro lo sviluppo di muffe, funghi e batteri, viene consigliata la pulizia due volte l’anno, durante la periodica manutenzione e pulizia dei filtri. In questo modo saranno garantite le condizioni di igiene e benessere dei locali dove sono installati i condizionatori.                                                      

 

La normativa di riferimento è il D.Lgs 81/2008: il provvedimento stabilisce che gli impianti di aerazione debbano essere funzionanti ed efficienti e che qualsiasi sedimento o sporcizia che possa rappresentare un pericolo per la salute dei lavoratori debba essere rimosso.

 

La manutenzione degli impianti assume così valenza anche legislativa; in questo contesto la pulizia delle batterie filtranti diventa imprescindibile!

 

 

 

 

 

 images.jpg         

Come Controllare Le Perdite Delle Apparecchiature Contenenti Gas Fluorurato (F-GAS) ?

 

Nel nuovo libretto di impianto, che bisogna compilare dal 15/10/2014, nella scheda per un gruppo frigo o pompa di calore, tra le verifiche da effettuare c’è l’esito dell’ ”Assenza perdite di gas refrigerante”.

 

Come si effettua?                            

   images (1).jpg       

Bisogna innanzitutto verificare se l’apparecchiatura abbia come refrigerante un gas fluorurato (idrofluorocarburi HFC, i perfluorocarburi PFC, l’esafluoruro di zolfo SF6, i preparati contenenti tali sostanze).

 

Se il gas refrigerante non è un gas fluorurato bisogna seguire le istruzioni che sono state stabilite dal produttore dell’apparecchiatura o, in sua assenza, dall’installatore.

 

Per i gas fluorurati si applicano le disposizioni del DPR n 43/2012 che prevedono:

- per le apparecchiature contenenti una quantità maggiore/uguale di 3 kg di f-gas si deve compilare un registro dell’apparecchiatura in cui vengano riportate le quantità e il tipo di gas, le quantità eventualmente aggiunte e quelle recuperate durante le operazioni di manutenzione, di riparazione e di smaltimento definitivo, la società o il tecnico che ha operato, le date e i risultati dei controlli. Quindi per tali apparecchiature, in riferimento all’esito della verifica “Assenza perdite di gas refrigerante” si trascrive lo stesso risultato riportato nel registro.

 

La compilazione del registro dell’apparecchiatura contenente F-gas deve avvenire a cura di un soggetto in possesso del “Patentino F-Gas”.

 

In base alle disposizioni del DPR 43/2012, l’obbligo del possesso del patentino F-gas scatta nel caso in cui si intenda svolgere una o più delle seguenti attività sulle apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore che contengono F-Gas:

      1 – controllo delle perdite dalle applicazioni contenenti almeno 3 kg di gas fluorurato ad effetto            serra (o 6 kg per i sistemi ermeticamente sigillati ed etichettati come tali);

      2 – recupero di gas fluorurato ad effetto serra;

      3 – installazione;

      4 – manutenzione o riparazione.

 

Nelle istruzioni del nuovo libretto di impianto è stato specificato che nel caso in cui l’esito della verifica delle perdite non è presente nel registro dell’apparecchiatura “la verifica va effettuata”.

 

Bisogna quindi sempre verificare se ci sono state delle perdite che hanno compromesso il buon funzionamento e l’efficienza energetica dell’apparecchiatura e, se questa operazione viene classificata come “manutenzione”, per effettuarla c’è bisogno del possesso del patentino F-Gas.

 

 

 

 

 

Hai un climatizzatore installato prima del 2001?

 

daikin.jpg                  

 

L’Europa ha imposto dal 1° Gennaio 2015 l’eliminazione completa dal mercato del vecchio refrigerante R-22. Questo significa che se il tuo impianto utilizza R-22 non potrà più essere manutenuto..

 

Sostituisci il tuo vecchio climatizzatore ad R-22 con uno nuovo!

I vantaggi di cambiare?

1) dimezzi i costi di esercizio di circa il 50%

2) usufruisci delle detrazioni fiscali 50% - 65%: l’installazione di un climatizzatore d’aria, in assenza di altri lavori di ristrutturazione, rientra nell’ambito dei lavori per i quali si ha diritto ad accedere alla detrazione fiscale del 50% su 10 anni, purché il climatizzatore sia in pompa di calore, ma ad oggi lo sono quasi tutti.

3) silenziosità assoluta

4) nuovo design

 

Trova e confronta le migliori offerte per energia per la tua casa. Il sito dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas mette a disposizione dei consumatori questa sezione utile per scegliere, tra le tante proposte disponibili, la migliore per ciascuno di noi.

 trovaofferte.autorita.energia.it 

 

 

 

Sistemi Solari Termici: Qualità e Certificazioni 

 

keymark1.jpg                                                              

I collettori solari termici possono essere testati secondo degli standard di prova certificati e riconosciuti a livello europeo. Tali certificazioni garantiscono che i pannelli solari siano sottoposti a una determinata serie di prove secondo criteri condivisi.

 

Bisogna sottolineare che, con il progredire della tecnologia e dei collettori disponibili sul mercato, gli stessi criteri vengono periodicamente rivisti e aggiornati.

 

Le certificazioni oggi in vigore sono quelle basate sulle norme EN 12975 per i collettori ed EN 12976 per i sistemi “factory-made” cioè i kit pre-assemblati e venduti come insieme unico. La certificazione secondo tali norme rende pubbliche le prestazioni del collettore e dell’impianto, eseguendo, allo stesso tempo, numerosi controlli per verificare affidabilità e durabilità nel tempo.

Partendo da queste norme EN, il Comitato Normativo Europeo ha istituito una etichetta volontaria: il “SOLAR KEIMARK” che certifica il rispetto delle citate norme EN 12975 e EN 12976, nonché altri requisiti relativi, ad esempio, al sistema di qualità interno dell’industria produttrice dei pannelli. Si tratta di un marchio a carattere volontario rilasciato sul prodotto.

Sebbene sia un marchio volontario, è diventato in un certo senso necessario perché, sempre di più, viene richiesto per accedere a forme di supporto e incentivazione:

- l’incentivo del “conto termico, attivato e gestito dal GSE: ha richiesto, recentemente, come requisito per l’accesso al beneficio proprio l’impiego di collettori solari termici certificati secondo questo marchio;

- la detrazione fiscale del 65% prevista per gli interventi di efficienza energetica: sul sito dell’Enea viene chiarito definitivamente che, a partire dal 29/03/13, l’impiego di collettori che possiedono questo marchio è una condizione necessaria per ottenere lo sgravio fiscale.

 

Cosa implica il fatto che un collettore solare sia stato testato e certificato secondo le norme EN 12975 e EN 12976? Quali sono le garanzie che ne derivano relativamente al funzionamento in un impianto?

Le norme EN prevedono che i collettori solari termici debbano essere testati alle seguenti prove:

- resistenza alla pressione interna;

- resistenza alle alte temperature: ha lo scopo di  verificare che il collettore sia in grado di sopportare elevate temperature per un certo periodo di tempo senza subire significative degradazioni che possono portare ad un decadimento delle sue prestazioni;

- esposizione alla radiazione solare;

- rapide variazioni termiche interne ed esterne: vengono simulate condizioni che si possono verificare in esercizio. Un collettore riscaldatosi in una calda giornata estiva, potrebbe essere sottoposto a un improvviso rovescio di pioggia, con la conseguenza di un piccolo shock termico sulla sua superficie, al quale, naturalmente, il collettore deve poter resistere senza problemi.

- penetrazione della pioggia: la prova di tenuta garantisce che piogge lente o battenti non portino all’ingresso di acqua all’interno del collettore, nonostante la presenza di fori di ventilazione e di scarico, che sono sempre presenti nei collettori solari;

- resistenza al congelamento;

- altra prova di resistenza alla pressione interna;

- carico meccanico: la copertura del collettore deve sopportare una pressione di almeno 100 kg/mq;

- prestazioni termiche (curva di efficienza): riassume il rendimento del pannello in esercizio al variare delle condizioni climatiche;

- resistenza all’impatto: si verifica la capacità della copertura del pannello di resistere ai potenziali impatti provocati dalla grandine, utilizzando sfere di acciaio o di ghiaccio;

- ispezione finale: una volta ultimata la sequenza delle prove, il collettore deve essere smontato pezzo per pezzo e ispezionato per valutare e relazionare ogni possibile anomalia riscontrata.

 

Scegliere un collettore certificato significa, già in partenza, avere una certa garanzia sull’affidabilità del prodotto. Due precisazioni al riguardo:

- il fatto che un collettore sia certificato secondo norma EN 12975 non assicura affatto che abbia una buona prestazione termica, ma solamente che i valori riportati nella scheda dati siano stati verificati da terzi;

- le prove di affidabilità e durabilità: oltre alla scheda dati si può richiedere al produttore di visionare il rapporto completo del test del collettore per verificare come il collettore abbia superato le prove previste e con quali effetti sulla sua integrità.

 

I collettori solari sono venduti solitamente con una garanzia di 5 anni; questo periodo è un parametro commerciale che non ha niente a che vedere con la vita utile attesa per il collettore, che risulta di gran lunga più estesa. In alcuni impianti di grande taglia, nei quali la corretta producibilità risulta un fattore chiave per la redditività dell’investimento, si può richiedere al fornitore dei collettori solari di stipulare un contratto di garanzia di risultati, che prevede una produzione minima attesa dall’impianto solare.

 

 

 


Energia solare giorno e notte grazie ad una soluzione di accumulo in un’unica combinazione


   storage bosch.jpg                                                                            

L’innovativa soluzione proposta consiste in un sistema di accumulo di energia solare da poter usare fino a notte fonda, ed essere così indipendenti dalla luce diurna e dalla rete elettrica: BPT-S5 HYBRID BOSCH

 

Con questo sistema di accumulo l’energia solare prodotta durante il giorno viene accumulata e poi usata in proprio; mentre in un impianto sprovvisto di tale sistema di accumulo, si può utilizzare in proprio solo una piccola percentuale di energia, e il resto viene immesso nella rete pubblica.

 

Caratteristiche del sistema:

- è completamente integrato e può essere incorporato nella propria casa senza dover modificare la rete elettrica domestica;

- gli impianti fotovoltaici già esistenti possono essere integrati facilmente con l’unità di accumulo;

- è disponibile in 5 capacità di accumulo;

- è in grado di alimentare con energia solare sia le abitazioni monofase che quelle trifase, ad ogni ora del giorno e della notte;

- si compone di batterie agli ioni di litio ad elevata potenza la cui durata è stata stimata in almeno 20 anni;                                                   

Funzionamento:

Durante il giorno, quando il sole splende, l’impianto fotovoltaico produce energia e il sistema la distribuisce agli utenti che necessitano di corrente in quel momento.

L’energia elettrica che non viene consumata subito viene utilizzata per caricare le batterie agli ioni di litio ad elevata potenza; se queste sono completamente cariche, e si produce più energia di quanto ne venga consumata, l’energia eccedente viene immessa nella rete pubblica e remunerata secondo la tariffa applicabile.

La sera, quando l’impianto fotovoltaico non produce più energia elettrica, questa viene immessa dall’accumulatore nella rete domestica della casa.

Quando l’energia proveniente dal sistema è esaurita, viene prelevata dalla rete pubblica.

Tutto questo procedimento è regolato dal sistema di gestione dell’energia di BPT-5 Hybrid in modo indipendente, garantendo un utilizzo ottimale dell’energia solare autoprodotta.

L’accumulatore può coprire oltre il 75% dell’autoconsumo di un nucleo familiare!

 

Il sistema di accumulo è dotato di un server di rete incorporato che permette un facile monitoraggio dell’unità di accumulo in ogni momento. Grazie alla e.UserApp gratuita per iPhone e iPad, tutti i dati di sistema possono essere visualizzati e confrontati in qualsiasi momento. Grafici chiari e semplici mostrano le prestazione dell’impianto fotovoltaico, lo stato di carica delle batterie, i flussi energetici della corrente prodotta per il proprio consumo e la rete pubblica o il rendimento creato dall’energia solare e il risparmio di CO2. Inoltre tecnici appositamente addestrati possono accedere al sistema mediante internet, in modo da verificarne l’ottimale funzionamento e, in caso di malfunzionamento, intervenire rapidamente per la relativa correzione. E’ possibile effettuare aggiornamenti in qualsiasi momento.

La garanzia è di 5 anni sull’intero sistema.

 


Soluzioni impiantistiche per sconfiggere la legionella  


legionella.jpg

Negli impianti di piccole-medie dimensioni di acqua calda sanitaria con ricircolo, impianti di condizionamento, umidificazione, è possibile installare dei componenti che hanno la funzione di dosare nell’acqua piccole quantità di disinfettante. Il dosaggio  avviene volumetricamente in relazione al consumo (mediante un contatore emettitore di impulsi collegato alla pompa), miscelando in parti uguali due componenti chimici. L’impianto di dosaggio volumetrico è concepito in particolare per dosare Biossido di Cloro nell’acqua potabile o ad uso tecnologico, per disinfettare o debellare colonie batteriche con particolare riferimento alla problematica della Legionella.

 

Come tutti gli impianti tecnologici, anche questi componenti necessitano di una regolare manutenzione periodica al fine di garantire i requisiti di potabilità dell'acqua potabile trattata ed il mantenimento dei miglioramenti.

Cos’è la legionella?

La Legionella è un batterio presente negli ambienti acquatici naturali e artificiali; si riscontra nelle sorgenti, comprese quelle termali, nei fiumi, laghi, vapori, terreni. Da questi ambienti risale a quelli artificiali come condotte cittadine, impianti idrici degli edifici (quali serbatoi, tubature, fontane e piscine). Le condizioni più favorevoli alla proliferazione sono: condizioni di stagnazione, presenza di incrostazioni e sedimenti, presenza di accumuli; ha capacità di sopravvivenza in contesti sia acidi che alcalini, sopportando valori di pH compresi tra 5,5 e 8,1 e temperature che vanno dai 20 ai 45°C.              

Come si contrae?

L’uomo contrae l’infezione quando inala acqua in piccole goccioline (1-5 micron) contaminata da una sufficiente quantità di batteri.

Le seguenti situazioni costituiscono una potenziale fonti di rischio:

- distribuzione di acqua calda e fredda attraverso rubinetti e docce in abitazioni private, alberghi, case di riposo, strutture sportive, ecc…

- impianti idrici provvisti di torre di raffreddamento

- Impianti idrici provvisti di evaporatore

- Unità di condizionamento aria o umidificatori

- Altre strutture e impianti che trasportano acqua a temperature che possono superare i 20°Ce disperdono vapore acqueo durante l’esercizio o la manutenzione, ad esempio vasche per idromassaggio e trattamenti termali, piccole fontane decorative, ecc…

- Strutture che richiedono prevenzione quali:

> alberghi, attività ricettive

> case di cura, ospedali

> asili, ristoranti, mense

> condomini

> palestre e Spa, campeggi

Normativa di riferimento

- Dlgs 81/2008 Titolo X, capo I, che riguarda attività e luoghi di lavoro esposti ad agenti biologici

- Circolari dei vari Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende Asl ed ordinanze Comunali

Sono previste sanzioni e provvedimenti in caso di inottemperanza e chiusura immediata nel caso di edifici pubblici.

 


Risparmio con la manutenzione delle centrali termiche di edifici pubblici, come le scuole, e edifici privati

 

    manutenzione.jpg  Migliorare le condizioni degli impianti termici e lo stato di efficienza degli edifici sia pubblici sia privati, rappresenta sicuramente un risparmio in termici economici.

Si consiglia:

-  rinnovo delle centrali termiche obsolete con la sostituzione delle caldaie;

-  passare a forme di distribuzione del calore più adeguate alle attuali indicazioni normative, in termini di consumi e di emissioni di CO2;

- effettuare il lavaggio chimico del circuito di distribuzione con prodotti specifici.

Si tenga presente che il risanamento di un circuito termico compromesso, può ridurre il consumo di energia primaria di oltre il 20% determinando notevoli risparmi .

       

Approvato il credito d'imposta per la ristrutturazione degli alberghi

successo_chiave_NW.jpg Con 159 voti favorevoli e 90 contrari, nella seduta di ieri il Senato ha approvato in via definitiva il c.d. "Decreto Turismo", convertendolo in Legge. Questo provvedimento, che verrà a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale, concede alle imprese alberghiere, per il periodo d'imposta in corso al 1° giugno 2014 e per i due successivi, un credito d'imposta nella misura del 30% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia, di abbattimento delle barriere architettoniche e di efficientamento energetico, per un massimale di spesa pari a 200.000 euro. Una quota pari al 10% del limite massimo complessivo è destinata alla concessione del credito di imposta in favore delle imprese alberghiere per spese relative ad ulteriori interventi, compresi quelli per l'acquisto di mobili e componenti di arredo.

Una misura fortemente voluta sia da FederlegnoArredo sia da AICA - Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che hanno lavorato in sinergia per raggiungere questo importante risultato. Una grande opportunità per il settore alberghiero italiano, che potrà incrementare la competitività internazionale delle strutture ricettive preparandosi anche al meglio per il grande afflusso di turisti previsti per Expo 2015, ma anche per il settore arredo italiano, che potrà dare la possibilità agli ospiti degli hotel di assaporare il vero Italian lifestyle.

Pompe di calore: funzionamento semplice ed efficace 

10501678_702334046518446_5276823423233319074_n.jpg Il principio di funzionamento di una pompa di calore corrisponde a quello di un frigorifero, ma al contrario.
Le pompe di calore ricavano calore esclusivamente dall’ambiente, prelevando e utilizzando l’energia termica disponibile nel terreno, nelle acque di falda o nell’aria. Questo calore naturale gratuito viene integrato dal lavoro meccanico prodotto dalla macchina che permette di elevare le temperature dei fluidi citati a livelli più alti.
Un processo di recupero energetico di questo genere è altamente conveniente poiché la quantità di energia che si riesce a recuperare dai fluidi naturali (aria, acqua, terra) permette di ottenere valori di rendimento molto elevati. Basti pensare che è possibile ottenere potenze fino a 5 - 6 volte superiori rispetto alla potenza elettrica assorbita dal compressore.
Mediante l’utilizzo di questa tecnologia è possibile realizzare notevoli risparmi in termini di energia primaria consumata ed emissioni di CO2 rilasciate in atmosfera. Grazie a questi vantaggi energetici utilizzando le pompe di calore negli impianti è possibile ridurre l’energia primaria richiesta per il riscaldamento dell’edificio e quindi a parità di involucro edilizio ottenere una classificazione energetica più elevata.

In linea di principio il funzionamento di una pompa di calore è molto semplice. Se in un frigorifero il calore viene trasferito dall’interno verso l’esterno, la pompa di calore trasferisce il calore presente in ambiente, attraverso l’impianto di riscaldamento, verso l’interno, cioè verso gli spazi abitativi.

La termografia

immagine-termografica.jpg La termografia è una tecnica diagnostica non distruttiva che sfrutta il principio fisico secondo cui qualunque corpo con una temperatura maggiore dello zero assoluto (-273,14°C), emette energia sotto forma di radiazione infrarossa.
Lo strumento che converte l’energia emessa da un corpo (sotto forma di onde elettromagnetiche infrarosse) in un segnale digitale è la termocamera.
La “visone dell’energia” rilevata dalla termocamera, viene rappresenta da un’immagine, abbinando una palette di colori con una scala di temperature.
L’immagine ottenuta non è altro che la mappatura termica superficiale dell’oggetto.
Ecco che la termografia può essere intesa come uno strumento d’indagine non distruttivo, applicabile a qualsiasi settore.
La termografia ricopre un ruolo fondamentale nell’individuazione preventiva di anomalie, proponendosi per altro come uno dei metodi più efficaci.

Individuare con lungimiranza il punto debole di una struttura o di un sistema significa assicurare al cliente un risparmio non indifferente in termini di tempo e risorse impiegate.
Basti pensare a quanto sia costoso, in taluni casi, il fermo impianto di un’unità produttiva oppure la ricerca perdite in un impianto idraulico. L’indagine termografica indica con precisione, basandosi su differenze di temperatura superficiali, il punto preciso dove intervenire.
Si deducono chiaramente le potenzialità di tale tecnica sottolineando come, un rilievo termografico, sia sinonimo di vantaggio economico per l’utenza.
Pensando alle sue molteplici applicazioni è plausibile affermare che qualsiasi settore può avvalersi della termografia.